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Manuale di sopravvivenza scolastica 2

Le donne, i cavalieri, l’arme e gli amor…:
Nell’ora di italiano Nicolò chiede umilmente alla professoressa se è possibile leggere l’Ariosto in un modo un po’ diverso. Dopo aver ottenuto il permesso dall’insegnante, Nicolò si alza in piedi con l’Orlando Furioso in mano e comincia a leggere i primi brani dell’opera su base rock con Reno che finge di tenere il tempo con una batteria (in realtà scandito e simulato con rumori emessi oralmente dal sopraccitato compagno)e Ame e Fiore che fanno head banding, suonando invisibili chitarre.
La professoressa, imbarazzata, continua la lezione.  
 
Il bidone:
Durante l’ora di religione di un sabato mattina, i nostri quattro baldi giovani, nelle noia più assoluta, meditano su una scommessa. Pochi istanti dopo Reno è nascosto nel bidone della carta posto nella sala bar, e Nico è andato a chiamare una bidella di chiare origini bolognesi riferendole che: “C’è un pazzo nel bidone”. La bidella, intimorita più che mai, chiede: “Ma vuoi dire che c’è puzza? Ma è di questa scuola?”; Nico, fingendo di essere nel panico, tergiversa e la porta sul luogo del fattaccio.
La sventurata ha davanti ai suoi occhi l’ormai leggendario bidone, dal quale esce Reno con un ghigno malefico, il quale esclama: “Sono pazzo, non uscirò mai da questo bidone, io me lo sono conquistato con la forza e io ci resto!”, seguito da una risata malefica. La bidella, visibilmente turbata dall’accaduto, non riesce a dire altro che “Ma ragazzi, ma se vi vede il preside..”. le poche persone presenti nella saletta scoppiano a ridere, fiere di aver documentato il tutto con filmati col cellulare.
 
Power Ranger in azione:
Grazie all’omertà della bidella M****ù,  i nostri quattro cavalieri dell’apocalisse riescono abilmente nell’ardua e rischiosa impresa di impossessarsi di uno dei due preziosissimi carrelli della spesa, adibiti al trasporto di materiali scolastici pesanti all’interno dell’istituto (?).
A questo punto, Fiore e Reno decidono di entrare nell’inusuale mezzo di trasporto, spinti dal fedele Amedeo, il quale apre la porta dell’aula musicale (all’interno della quale il buon professor P*setti stava svolgendo regolare lezione, ignaro di tutto) e servendosi di una vigorosa spinta, lancia il carrello nella classe.
E’ a questo punto che Reno, tra l’incredulità generale degli allievi, stupiti da cotanta entrata ad effetto, si aggrappa ad un banco ed esegue una perfetta derapata.
La fantasmagorica sequenza termina con i due eroi che, grazie all’ausilio di precedenti lezioni di educazione fisica, balzano come faine dal carrello, assumono pose plastiche, ed esclamano “Mighty Morph Power Ranger. Megazord in azione”.
Il professore, visibilmente alterato da quanto accaduto, invita con ostentata e poco spontanea e credibile gentilezza i due ragazzi a salutare ed allontanarsi.
Reno e Fiore si limitano a salutare.
 
 
Indianapolis:
Durante il viaggio di ritorno, finalizzato a riportare il carrello dello scherzo precedente nella sua legittima posizione, ai nostri ragazzi si presenta davanti agli occhi un’occasione unica per farsi riconoscere dinnanzi ad un vasto pubblico: un assemblea scolastica in cui veniva presentato un importante scrittore. A questo punto i giovini preparano scrupolosamente il loro piano malvagio: Fiore si sarebbe introdotto nel carrello con il casco, e sarebbe stato spinto il più rapidamente possibile dal fedele Ame, il tutto nel corridoio accanto all’atrio in cui si svolgeva l’assemblea in religioso silenzio.
Reno e Nico si sarebbero occupati del pit-stop.
Parte quindi Amedeo, tra gli urli di incitamento di Fiore.
I presenti all’assemblea sono visibilmente allibiti. Il famoso scrittore intervistato, colto da cotanta esibizione proprio nel mezzo di un importantissimo intervento, smette quindi di parlare, ammutolito da una quantità di scemenza probabilmente a lui precedentemente sconosciuta.
Giunti a metà percorso, Reno e Nico prendono il carrello, fingono di cambiare le gomme (simulando trapani grazie ai potenti effetti speciali fornitigli dal loro apparato laringico), e spediscono il carrello verso la vittoria.
 
Born In The U.S.A. :
Durante il compito in classe di storia sulla Rivoluzione Americana, nel silenzio totale dovuta alla massima concentrazione dei presenti, tre membri del C.C.C. su quattro si alzano in piedi, e colti da profondo spirito patriottico (?) mettono la mano sul cuore, cantando il ritornello della famosa “Born In The U.S.A.”, celeberrimo cavallo di battaglia dell’intramontabile Bruce Springsteen; brano che racchiude in sé l’amore di un popolo per la sua nazione e che ha significato tanto per i giovani di una decade e più.
Ancora una volta, grazie Bruce.
 
Liberate gli ostaggi:
Nico e Ame, con il volto abilmente camuffato grazie all’ausilio di un collant recuperato in luoghi misteriosi e armati di fucile di Robocop®, fanno improvvisa irruzione in classe, e prendono i due sventurati Fiore e Reno come ostaggi, al grido di: “Se non ci date la sufficienza nel compito di scienze sociali, li eliminiamo!”.
Il prof. Ari*ti, shockato e sconsolato (in quanto, purtroppo per lui, sa con chi ha a che fare), accetta.
 
Postumi di Hazzard:
Dopo la visione della pellicola cinematografica “Hazzard”, Amedeo, durante l’interrogazione di matematica, urla incessantemente e senza apparente senso per tutta la durata dell’ora la battuta “yyyyaaaaaaaaaa”, cercando di emulare l’attore del sopraccitato film. Dopo due o tre urletti il profe smette di fare un sorriso finto compiaciuto e palesemente forzato ed inizia ad alterarsi. Gli ultimi urli sono seguiti da minacce di provvedimenti disciplinari nel tentativo invano di richiamare all’ordine l’Ame.
 
Return of the Vikings:
In occasione dell’importante interrogazione di inglese, che aveva come argomento la storia della Britannia e la sua relazione con le invasioni vichinghe, i nordici Reno e Fiore decidono di ascoltare il richiamo ancestrale dei loro avi, e dopo aver acquistato elmi e spade in un noto negozio di giocattoli del ferrarese, si presentano all’interrogazione armati con i sopraccitati articoli.
La terza ragazza interrogata, convinta dai nordici adoni bardati da antichi e valorosi guerrieri, si palesa vestita da valchiria, con stivali di peluche e nordica gonna.
Inizia quindi l’interrogazione, che viene resa più epica grazie alla recitazione da parte dei tre del famoso dialogo estratto dall’immortale “Conan Il Barbaro”, ovviamente in lingua madre.
Per gli sciagurati che non avessero visto il suddetto film, grazie al quale avrebbero reso la loro esistenza completa e dotata di senso, riportiamo qui il famoso dialogo, con tanto di traduzione:
 
Reno: “We have won again. That is good! But what is best in life?”
G*ia: “The open step, fleet horse, falcon on your wrist, and the wind in your hair”
Reno: “Wrong! Conan, what is best in life?”
Fiore: “To crush your enemies, see them driven before you, and to hear the lamentations of the women!”
Reno: “That is good!”
 
Traduzione
 
Reno: “Abbiamo vinto di nuovo. Questo è bene. Ma qual è il meglio della vita?”
G*ia: “La steppa immensa, un veloce cavallo, falchi sul tuo polso, e il vento che ti stordisce”
Reno: “No! Conan, qual è il meglio della vita?”
Fiore: “Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono, e ascoltare i lamenti delle femmine!”
Reno: “Questo è bene!”
 
Party selvaggio:
I soliti quattro carismatici ragazzi, dopo aver coinvolto la bidella Cristin* in un allegro trenino come non se ne vedevano dai tempi delle fantastiche feste liceali dei mitici anni ’80, all’incalzante ritmo di “Sucka sucka na na” (quasi celebre colonna sonora del film Mission Impossible 2), entrano in classe cercando di aggiungere al trenino del divertimento anche la professoressa F*di.
La profe non accetta di lasciarsi andare, e richiama all’ordine i quattro scalmanati festaioli, imponendo loro di sedersi e di svolgere regolare lezione.
 
Party country selvaggio:
Ame, Fiore, Nico e Reno, approfittando di una pausa concessa dal magnanimo professor Ari*ti, esortano la bidella Cristin* a prestar loro lo stereo scolastico, per poter ancora una volta farsi trascinare dal selvaggio divertimento che scaturisce dai loro vispi cuori ogni volta che il ritmo delle canzoni di David Allan Coe  li conquista. Lo sventurato professore e la divertita bidella vengono coinvolti nelle danze, nella frenesia più totale della classe.
 
Film a sorpresa:
La classe è pronta alla visione del film “Arrivederci Ragazzi”, prevista dal programma scolastico di storia, in occasione della commemorazione della Shoah. Purtroppo per il buon professor Dall’*lio, i quattro monellacci del C.C.C. avevano in mente una marachella, e per questo si erano presi l’incarico di procurare il film. Tutto stava andando per il verso giusto: le luci erano spente e gli alunni erano in trepidante attesa, ma, anzichè lo struggente capolavoro di Louis Malle, ciò che appare sulla lavagna luminosa sono orribili sequenze pornografiche tratte dal conosciuto “Deep Inside Tia Bella” (opportunamente tagliato al fine di avere come prima immagine una selvaggia copula tra ragazze dello stesso sesso), film ormai divenuto mito fra le giovani generazioni. Il profe, inconsciamente compiaciuto, intima sornionamente di sostituire, per ora, l’accaldato film con l’algido ma comunque interessante e meno esplicito film antecedentemente scelto.

introduzione

MANUALE
DI
SOPRAVVIVENZA
SCOLASTICA
 
Introduzione:
Dopo circa due anni e mezzo di completo anonimato all’interno dell’istituto scolastico Liceo Ariosto di Ferrara, quattro ragazzi qualunque decidono di dire il loro no, mostrando forte opposizione verso la noia e lo squallore quotidiano. Questi coraggiosi eroi pronti ad essere idolatrati in tutto il mondo, hanno finalmente deciso di rendere pubbliche le loro imprese al fine di far conoscere alla popolazione che c’è una via per uscire dal nichilismo in cui la scuola ci vuole far, tragicamente, cadere.
 
Questi baldi e fieri giovini rispondono ai nomi di:
-         Chiccoli Renato ( Il Reno)
-         Testa Nicolò ( Il Nico)
-         Francesco Fiorini ( Il Fiore)
-         Amedeo Anselmi ( Il Ame)
 
Al fine di compiere le loro braverie, protetti dall’anonimato, i quattro hanno deciso di riunirsi in un unico gruppo denominatosi C.C.C. (Comitato Cazzate Clandestine).
Questo è un breve elenco delle nostre braverie passate; probabilmente, lettore, mentre ora leggi innocente questo stampato, il C.C.C. sta continuando la sua crociata contro la noia quotidiana.
 
Premessa: ogni membro del C.C.C. (ex C.R.C.), per diventare tale, deve compiere una prova del fuoco, una prova di coraggio che gli permetta di vendere la propria dignità e di essere riconosciuto membro effettivo del sopraccitato comitato. La prova deve essere effettuata rigorosamente da un membro alla volta.
Ma ora iniziamo.
 
La rapina:
Durante una nostra ora buca, siamo entrati in una classe di prima liceo, nella quale stava svolgendo lezione la nostra professoressa di italiano; la nostra entrata non è stata delle più ortodosse: eravamo mascherati e bardati con sciarpe, cappelli e occhiali da sole che ci rendevano irriconoscibili ai più e, per nascondere maggiormente le nostre identità, abbiamo modificato radicalmente il nostro tono di voce, mutandolo nel gorgoglio tipico dei marinai ubriachi delle bettole di porto. Entrati, vedendo gli occhi impauriti e divertiti (?) della prof, con tono minaccioso le abbiamo intimato: “Per il bottino e per il rum…ci dia il tesoro o faremo una strage!”
Uscendo, per non creare ulteriore scompiglio alla già scompigliata lezione, sentivamo le grida di acclamazione dei primini in visibilio, che probabilmente hanno trovato in noi dei nuovi maestri di vita.
 
 
Il matematico eccentrico (prova del fuoco di Nico)
Nico, alla fine della lezione di matematica, in cui è stata spiegata dettagliatamente la nozione di eccentricità, alza la mano e, con fare interrogatorio e incuriosito, quasi puerile, chiede: “Profe, quindi, se ho capito bene, l’eccentricità è quando abbiamo meno alfa fratto due più c con delta (formula totalmente casuale e improvvisata sul momento)?”
Il profe guarda con uno sguardo a metà fra il divertito e il voglioso di suicidio, mentre la classe scoppia in una fragorosa risata. Successivamente, al calmarsi delle risate, il profe, per cercare di eguagliare la nostra crew, afferma: “Qui l’eccentrico sei tu Testa” facendo esplodere la classe in un fragoroso applauso.
 
L’uomo e la sua mano (prova del fuoco di Reno)
Nell’atrio della scuola, Reno prende una sedia e la porta sul palco rialzato dell’Istituto. Successivamente, arrivato sul palco, si siede e inizia un dialogo con la sua mano destra, che lo guardava negli occhi; dopo una quieta discussione inizia un piccolo battibecco, che sfocia in una rissa, nella quale Reno si contorce per terra combattendo contro la sua mano. Per la cronaca, Renato ha vinto e la sua mano ne è uscita malconcia. Le bidelle sono rimaste allibite.
 
Il mitomane compulsivo (prova del fuoco di Fiore)
D’accordo con gli altri membri del comitato, Fiore entra in una classe scelta casualmente fra le mille e mille offerteci dalla nostra scuola, fa tre passi in avanti e rende noto tramite espressione del volto di aver sbagliato aula; quindi, senza girarsi, fa tre passi indietro imitando il moon-walking di Michael Jackson.
 
80 voglia disco party (prova del fuoco di Ame)
Durante l’ora di lezione di ginnastica al campo scuola di Ferrara, il professore insegnava alla classe il giusto procedimento per eseguire il salto in alto. I ragazzi, ascoltata la spiegazione esauriente, cominciano a provare. Durante la pausa tra un salto e l’altro Ame sale sul materasso e inizia a ballare e cantare la colonna sonora del film Grease, incitato dagli altri maschi. Il profe lo fa scendere tra i rimproveri prima che l’esibizione abbia termine: il profe non ha capito l’arte della disco dance di cui Grease si fa portatore.